Regolamento d’Uso del Marchio Collettivo

“FDP – Figli di PastaMadre Viva”

 

           1 – Oggetto del Regolamento

Il presente regolamento definisce le condizioni e le modalità per il rilascio del Marchio collettivo “FDP – Figli di PastaMadre Viva”, depositato presso la Camera di Commercio di Ancona in data 09/04/2014 al numero AN2014C000235.

Il marchio è di proprietà della BOSCO SRL, con sede in Via Ponte 55A, San Martino Buon Albergo (VR), Codice fiscale 04060370238 (in seguito “Titolare”).

            2 – Descrizione del Progetto

Il progetto “Figli di PastaMadre Viva” (in seguito “FDP Viva” o “FDP”) nasce dal comune intento di un gruppo di lavoro di professionisti della panificazione di tutelare l’uso della vera pasta madre viva.

L’obiettivo è rendere riconoscibili i prodotti realizzati con pasta madre viva, comunicando di conseguenza il tipo di attività svolta nel proprio esercizio. Il progetto FDP Viva nasce quindi dall’esigenza di definire con estrema chiarezza la differenza tra la PASTA MADRE VIVA (in seguito PMV, così come definita all’Art. 3) e le altre tipologie di lievito.

Il progetto FDP Viva è pertanto riservato ai professionisti, siano essi pizzaioli, panificatori tecnici o pasticceri, affinché la loro coesione contribuisca a fare chiarezza nelle produzioni e a tutelare i consumatori, che troppo spesso vengono tratti in inganno da denominazioni fuorvianti quali ad esempio “lievito naturale” o “madre essiccata”.

Ideatore e promotore dell’iniziativa è Renato Bosco, rappresentante legale del Titolare del Marchio.

             3 – Definizioni

Per Pasta Madre Viva, da cui l’acronimo PMV, si intende un impasto di acqua e farina di cereali, che spontaneamente fermenta. Il terzo e fondamentale elemento che svolge un ruolo insostituibile è la Natura, grazie ai lieviti indigeni presenti nell’aria che contribuiscono ai processi di fermentazione dell’impasto.

La PMV viene regolarmente rinfrescata, ovvero nutrita con nuova farina, favorendo lo sviluppo di batteri lattici e saccaromiceti, che rendono la pasta madre viva e attiva.

             4 – Condizioni generali e requisiti richiesti

a) La PMV prevede innanzitutto un lavoro quotidiano dell’artigiano, volto a mantenere viva e in equilibrio la propria PMV, attraverso operazioni di rinfresco e mantenimento. Il tema dell’artigianalità e della quotidianità sono condizioni imprescindibili per la realizzazione della PMV e di conseguenza per l’adesione a FDP.

Poiché la pasta madre è un elemento vivo, l’intervento quotidiano dell’artigiano è indispensabile per la sua stabilizzazione. La PMV va nutrita ogni giorno, o secondo programmi regolari stabiliti dall’artigiano stesso, per mantenere la forza necessaria a far lievitare gli impasti in cui è impiegata. Le operazioni di rinfresco rappresentano quindi l’elemento fondamentale su cui vertono tutti i dettami di FDP.

b) Le farine ammesse in FDP devono essere di qualità, ovvero proteiche, pulite e rintracciabili, provenienti da grani nazionali. Per “grani nazionali” si intendono grani provenienti dalla medesima nazione in cui il professionista svolge la propria attività. E’ ammesso l’impiego di cosiddetti “grani antichi”. Ove il prodotto finito risulti di ottima e costante qualità, l’utilizzo di grani antichi può costituire un valore aggiunto.

c) Sono contemplati vari metodi di mantenimento, purché siano rispettati i fondamenti de presente disciplinare. E’ possibile mantenere in vita e attiva una PMV tenendola in acqua, avvolta in un panno e legata, oppure in crema tramite l’ausilio di appositi macchinari. FDP ammette altre forme di mantenimento della PMV, a tutela della peculiarità di ciascun professionista, purché tali forme diverse vengano mostrate e dimostrate precedentemente all’adesione al progetto FDP.

d) Dagli impasti ammessi in FDP sono esclusi i prodotti finiti che prevedano:

– aggiunte di lievito compresso;

– utilizzo di agenti lievitanti disidratati;

– ogni forma di lievito naturale o lievito madre che non viva secondo la definizione di pasta madre viva qui specificata.

e) Sono ammessi i prodotti finiti realizzati mediante la pasta madre liquida, gestita tramite l’ausilio di appositi macchinari, poiché considerata viva e bisognosa di rinfreschi quotidiani.

f) La sensibilità di ogni artigiano determina la corretta gestione della PMV e la riuscita dei prodotti finiti. Alcuni strumenti necessari a tali scopi possono essere il controllo di temperature e di acidità, ma la scelta di questi è assolutamente soggettiva.

            5 – Condizioni generali di adesione

L’adesione al Progetto FDP è volontaria e gratuita.

Ogni membro che deciderà di aderire all’iniziativa dovrà contrassegnare i prodotti realizzati con sola pasta madre viva con un bollino identificativo riproducente il Marchio Collettivo “FDP Viva” così come identificato all’art. 1 del presente Regolamento.

Ciascun membro acquisterà per proprio conto e a proprie spese i bollini, che saranno forniti dal Titolare del Marchio dietro fatturazione a prezzo di costo, cui saranno aggiunte esclusivamente le eventuali spese per la spedizione.

Ciascun membro dovrà inoltre specificare i dati identificativi della propria azienda e della sede produttiva in cui vengono creati e proposti i prodotti FDP e acconsentire ad essere inserito in una lista riconoscibile e rintracciabile, affinché i consumatori possano accedere ad una sorta di mappatura dei luoghi aderenti al progetto dislocati in tutta Italia.

Ai fini dell’adesione, ciascun membro dovrà fornire i seguenti dati: nominativo, ragione sociale e Partita Iva, elenco dei propri prodotti FDP, tipologia di PMV utilizzata.

Il sito web figlidipastamadre.it sarà il punto di riferimento per ogni incontro e comunicazione tra i membri del Progetto, e sarà altresì vetrina per tutti gli aderenti all’iniziativa che potranno creare un link tra il sito web e la loro attività.

            5 – Controlli e Sanzioni

I controlli sulla conformità del prodotto al presente disciplinare produttivo sono effettuati direttamente dal titolare del Marchio, anche per mezzo di collaboratori esterni.

Il titolare del Marchio si riserva di ricorrere in futuro a controlli diversi, qualora le condizioni qui stabilite non si rivelino adeguate a tutelare il Marchio e i suoi aderenti.

Renato Bosco, supportato da  eventuali collaboratori, avrà facoltà di escludere coloro che non soddisferanno le regole dettate nel presente disciplinare a tutela dell’intero gruppo di lavoro e della credibilità del progetto.

            6 – Obbligo di riservatezza

Gli atti e le informazioni riguardanti ogni membro sono considerati riservate, salvo disposizioni di legge contrarie.

Il titolare del Marchio nonché organo di controllo si impegna a non divulgare le informazioni di cui verrà a conoscenza nell’espletamento delle sue funzioni.

  • Da fine 2015, per agevolare e semplificarne l’approvvigionamento, agli aderenti viene inviato un file con il marchio FDP (il bollino) in vari formati, per poter stampare in autonomia gli adesivi o per posizionarlo direttamente sul packaging dei prodotti realizzati. Assieme al marchio viene inviata una breve guida sul suo corretto posizionamento e utilizzo.

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