«Figli di Pasta Madre (viva) è un’idea nata come nascono tutte le intuizioni più stimolanti: in mezzo agli amici. Io e tre persone a me molto care stavamo passeggiando tra gli stand di Taste, ripercorrendo il mio intervento nel dibattito sulla Pasta Madre e, nel valutare quanto detto – e quanto non detto -, all’improvviso ho avvertito distintamente una necessità: il bisogno, etico e professionale, di contribuire a fare chiarezza sul mondo della Pasta Madre viva. E’ iniziato allora tra noi quattro un vivace brainstorming e le idee sono piovute a raffica, rilanciate e ampliate in un dialogo elettrizzante: ci siamo accorti che c’era davvero molto materiale di cui parlare, e soprattutto che esisteva un concreto bisogno di riordinarlo.

“Perché non creare un’Associazione ? Un gruppo di professionisti che ci mettano la faccia e soprattutto le mani per garantire un uso reale e corretto della pasta madre viva nei loro prodotti? Una sorta di consorzio di tutela dei processi lavorativi con la pasta madre”?

“E’ un’idea strepitosa! Potremmo chiamarci “I Paladini della Pasta Madre”!

“Meglio ancora: saremo i FIGLI DI PASTA MADRE”!

Siamo nati così.

Per diffondere le nostre idee, condividere il nostro credo ma soprattutto per tutelare la vera Pasta Madre Viva e tutti i consumatori che si affidano a noi.

Quando si svolge un lavoro, qualsiasi esso sia, con passione e dedizione, ponendo attenzione ad alcune regole non scritte ma dettate dall’etica, ci si rende conto di avere tra le mani qualcosa di talmente importante da meritare tutta la propria cura ed il proprio rispetto. E’ quello che io cerco di fare ogni giorno, quando lavoro la mia Pasta Madre Viva e la tratto come fosse un bambino. Il mio. Chi è genitore lo sa: un figlio ha la priorità su tutto e se ha bisogno di te, tu ci sei. Sempre. Non c’è posto per bugie, imbrogli o scorciatoie.

Così è con la Pasta Madre Viva, che dipende da te ogni giorno e a intervalli regolari ti chiama per essere nutrita e coccolata, che ogni tanto ha bisogno di un bagnetto e a volte di sfogarsi ed esprimere il suo potenziale, di giocare con te, talvolta di trasformarsi e sprigionare tutta la sua vitalità: ed è il momento in cui ti regala le più grandi soddisfazioni. Quando sforni un pane che ha il sapore della genuinità ed il profumo di un impegno costante, ti rendi conto che il tuo lavoro e le energie che hai investito hanno davvero un senso.

Come me forse anche più di me, moltissimi professionisti, panificatori, pasticcieri e pizzaioli dedicano tempo, energia e uno studio continuo per arrivare ad ottenere prodotti di qualità attraverso il meraviglioso strumento della Pasta Madre Viva: si tratta di un lavoro che merita di essere non solo comunicato, ma anche protetto, tutelato.

Se ci si guarda un po’ attorno, senza andar lontano, è facile trovare esposti nel primo bar o supermercato prodotti dalle etichette a dir poco ambigue. Non voglio addentrarmi troppo in questo discorso, perché, personalmente, trovo che alcuni prodotti siano solo riflessi di mode, con tutta probabilità passeggere.

Ma, mentre le grandi aziende produttrici si tutelano, preoccupandosi di descrivere questi prodotti con diciture oscure ed ingredienti spesso sconosciuti ai consumatori, noi artigiani dovremmo invece occuparci di istruirli, questi consumatori, informandoli su ciò che realmente acquistano, quando scelgono un prodotto avvolto in un bel packaging colorato e pubblicizzato in modo accattivante.

Soprattutto, penso che dovremmo cercare di spiegare cosa differenzia i nostri prodotti da quelli più commerciali e saper tutelare il frutto del nostro lavoro artigiano, il nostro  impegno reale e l’impiego quotidiano e continuo della Pasta Madre Viva.

Nei miei sogni, che spero diventino presto realtà, Figli di Pasta Madre Viva sarà una vera e propria forza, creata dalla sinergia che tutti noi, professionisti del settore, saremo in grado di alimentare con un’etica irreprensibile e un’attenzione totale. Stilare un vero e proprio disciplinare degli FDP è una delle idee che i miei tre amici ed io abbiamo avuto per far sì che il modo di lavorare, mio e di tutti i miei colleghi, sia protetto, diffuso e valorizzato  sempre più.

Il disciplinare, indica cosa s’intende per PastaMadreViva e darà modo a quanti la usano e la sostengono di aderire liberamente al progetto, impegnandosi personalmente affinché i loro prodotti rispettino i parametri definiti. Ma non è affatto un Codice di regole ferree da rispettare, pena il perseguimento. Al contrario, aderire ad FDP e sottoscrivere il suo disciplinare deve essere una scelta presa in piena libertà. Una sorta di CREDO cui affidarsi, dove il “controllo” del proprio operato viene svolto ogni giorno da ogni singolo Figlio Di Pasta Madre Viva: più che controllo, io lo definirei etica professionale.

Uno degli obiettivi primari del nostro progetto, è che FDP diventi luogo di confronto e di scambio non solo per gli artigiani degli impasti, ma anche per tutte quelle figure professionali che ruotano attorno al mondo dell’alimentazione, dal medico al nutrizionista, dall’agronomo al mugnaio, dal ricercatore al tecnologo alimentare.

Ecco che anche lo stesso consumatore potrà accedere ai canali web FDP, per porre domande, informarsi oppure per trovarvi una mappa dei professionisti presenti in Italia, Figli di Pasta Madre che da nord a sud sfornano ogni giorno squisiti prodotti a base di Pasta Madre Viva. Ci saranno scambi d’opinione, discussioni, suggerimenti e nuovi modi di vedere le cose. Il sito degli FDP sarà un luogo in continuo fermento.

Sì, di vero e proprio fermento.

E’ questo ciò che avverto da qualche tempo, a seguito della pubblicazione di alcuni articoli sul progetto FDP. Mi sembra di percepire dappertutto folate frizzanti di curiosità, mi accorgo che il vento sospinge verso di me tante persone propositive, che su FDP metterebbero volentieri la firma e la faccia, mi pare che l’aria sia ricca di novità… e noi lo sappiamo, che per ottenere un buon impasto, anche l’aria ha la sua importanza. Credo che siamo pronti.

Per Fermentare. Per Crescere. Per incominciare sul serio.

Perché la PastaMadreViva non è un punto d’arrivo, ma di partenza.

Renato Bosco

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